La perdita dei denti causa gravi disagi nella vita quotidiana di molte persone che sono costrette a modificare la propria socialità e le abitudini alimentari, in attesa di risolvere il problema che li affligge.

Tanti pazienti non conoscono le nuove tecniche che consentono oggi un’implantologia non invasiva.

Molti di loro, infatti, rimandano le cure e la visita dal dentista per la paura di affrontare un intervento chirurgico che immaginano doloroso e con lunghi tempi di riabilitazione. Altre persone sono scoraggiate, invece, da esperienze traumatiche del passato e da ricordi spiacevoli legati alla poltrona dello studio dentistico.

Ciò che i più ignorano è che oggi la perdita dei denti viene trattata dall’odontoiatria moderna con tecniche avanzate che:

  • consentono di abbandonare rimedi che potrebbero continuare a creare disagi, quali protesi mobili, ponti e scheletrati;
  • permettono di sostituire i denti mancanti con impianti/perni in titanio che diventano la nuova radice del dente perso e che sosterranno la nuova corona/protesi dentale;
  • consentono di ridurre sensibilmente i tempi di guarigione grazie all’uso di tecniche poco traumatiche;
  • permettono di tenere sempre sotto controllo il dolore intra- e postoperatorio.

È proprio l’implantologia che permette una completa e piena riabilitazione di arcate/elementi dentari, consegnando al paziente un sorriso naturale e una nuova masticazione. Il tutto, nella maggior parte dei casi, con un impatto limitato in fase operatoria e post-intervento.

Ma come è possibile un’implantologia non invasiva?

Come sempre, l’esperienza dell’implantologo ha un ruolo chiave nel successo di un intervento chirurgico che deve tenere conto di molteplici variabili.

Nelle mani di un medico esperto, infatti, la tecnologia di cui si avvale l’odontoiatria contemporanea può dare i suoi migliori risultati e agevolare l’intero processo, dalla prima visita sino all’esecuzione in sala operatoria.

Quando si parla di implantologia non invasiva o mininvasiva ci si riferisce proprio ad un insieme di tecniche chirurgiche “dolci” che permettono di eseguire interventi a basso impatto per il paziente, con traumi e fastidi limitati. In questi casi, ad esempio, l’utilizzo di metodiche flapless (o transmucose – senza apertura del lembo gengivale) consente di evitare il taglio della gengiva (implantologia senza bisturi) e, quindi, i punti di sutura.implantologia computer guidata

Entrando nello specifico, si procede pianificando l’intervento con una vera e propria simulazione al computer che parte dalle informazioni su mandibola/mascella del paziente (acquisite digitalmente in precedenza). In tal modo l’implantologo conosce esattamente i punti nei quali inserire gli impianti e con quale inclinazione.

Durante la fase vera e propria dell’intervento verranno così eseguiti dei fori in corrispondenza dei punti della gengiva che sono stati individuati durante la programmazione digitale (si può quasi parlare, quindi, di un’implantologia senza incisioni).

Queste tecniche non invasive permettono, dunque, una guarigione più rapida dei tessuti e tempi di riabilitazione ridotti.

La pianificazione preimplantare che porta all’inserimento di impianti senza l’apertura del lembo gengivale generalmente viene supportata in fase operatoria dall’uso di particolari supporti che guidano il chirurgo proprio nella fase di posizionamento degli impianti nell’osso.dima chirurgica

Si tratta dell’implantologia computer guidata che prevede l’ausilio di una vera e propria dima chirurgica, realizzata sulla base dei dati acquisiti ed elaborati.

Questa mascherina in resina funge da guida e viene fissata il giorno dell’intervento sull’arcata dentale interessata; i fori presenti su di essa guidano il trapano nel percorso designato e lo bloccano una volta raggiunta la giusta profondità.

È bene precisare che l’utilizzo della dima chirurgica viene spesso riservato a particolari casi complessi e a determinate condizioni.

Oggi l’implantologia computer guidata di questo tipo – vale a dire “statica” – viene affiancata dall’implantologia computer guidata “dinamica”, possibile grazie all’utilizzo di strumentazioni chiamate “navigatori”.

I navigatori vengono in pratica posizionati sul paziente e guidano l’implantologo durante l’intervento (con un meccanismo di motion tracking). Il medico potrà così praticare i fori e posizionare gli impianti senza l’ausilio della dima chirurgica e questo perché saprà in ogni momento come e dove operare, controllando a monitor la TAC del paziente. L’implantologia computer guidata dinamica rientra proprio nelle tecniche mininvasive che permettono di evitare serie aperture dei tessuti e di operare anche in pazienti che presentano grave atrofia ossea.

In questo video, un approfondimento sull’evoluzione delle metodiche computer guidate:

 

Un nuovo sorriso in 24 ore

Le tecniche descritte finora assieme a particolari protocolli avanzati in uso nei centri specializzati consentono non solo di eseguire riabilitazioni complesse con un basso impatto per il paziente, ma anche – laddove sia possibile – di ripristinare intere arcate dentali in una sola seduta, riducendo così ulteriormente disagi e tempi di ripresa per il paziente.implantologia post-estrattiva

Grazie all’implantologia post-estrattiva, ad esempio, un implantologo esperto è in grado di eseguire estrazioni e contestualmente di sfruttare il vuoto lasciato dal dente estratto per inserire subito un impianto dentale.

Quando sia eseguibile il carico immediato, poi, sarà possibile posizionare la protesi fissa dell’intera arcata sugli impianti appena inseriti.

Tutto questo si traduce in termini numerici in:

  • minori sedute;
  • minore ricorso alla sedazione cosciente / anestesia;
  • minore trauma chirurgico;
  • minori fastidi post-intervento.

Senza contare che la protesizzazione immediata evita al paziente l’attesa di 4/6 mesi durante i quali magari dovrebbe indossare una protesi mobile.

Durante la fase operatoria, un ausilio ulteriore arriva oggi da strumentazioni innovative quali il piezosurgery, il microscopio il laser. Anche in questo caso, si tratta di tecnologia che consente un nuovo approccio chirurgico mininvasivo e di estrema precisione.

microscopio dentaleUtilizzando gli ultrasuoni per l’osteotomia (cioè il taglio dell’osso) e/o per l’osteoplastica (cioè il rimodellamento dell’osso), il piezosrugery permette interventi di “taglio” di estrema precisione che non ledono i tessuti molli.

Simili implicazioni presenta l’utilizzo del laser che permette di intervenire sui tessuti molli con una minima invasività: anche in questo caso si riducono i tempi della chirurgia e si evitano i punti di sutura.

Infine, il sistema di ingradimento del microscopio permette, in mani esperte, di operare con maggiore visibilità e massima precisione.

Conclusioni

Ci sembra utile ribadire, in conclusione, che esperienza del chirurgo implantologo, impiego di tecnologia all’avanguardia, utilizzo di protocolli avanzati, specializzazione del centro risultano insieme fondamentali per garantire al paziente un’esperienza serena e non traumatica.

Ritrovare il sorriso grazie all’implantologia non deve farti più paura!

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